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Giovedì 25 Luglio 2024

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Welcome to the Shining Hotel

Amelia (TR) -

Si svolgerà questo fine settimana ad Amelia presso  la Sala dello Zodiaco di Palazzo Petrignani (Via del Duomo, 3) la mini Rassegna Welcome to the Shining Hotel, interamente dedicata  a uno dei film più citati della storia del cinema, ma anche uno dei più controversi.

Molti film si prestano infatti alle più varie interpretazioni, ma nessuno ha portato a un campionario così ricco di letture come Shining.

A più di trent'anni dall'uscita in sala del capolavoro di Stanley Kubrick, il regista Rodney Ascher ha dedicato al tema Room 237,  un documentario presentato con successo al Festival di Cannes 2012, che indaga sulle infinite interpretazioni fornite da quanti credono di aver decodificato i simboli nascosti e i messaggi sepolti nel film.

Nato dalle conversazioni di Ascher con il produttore Tim Kirk, il film dà voce al flusso di coscienza di fan e studiosi che da trent'anni vivono "intrappolati" nell'Overlook Hotel.

 

Ma andiamo con ordine.

 

Venerdì 4 aprile – ore 21.00 proiezione di Shining (con Jack Nicholson, Shelley Duvall, Danny Lloyd, Scatman Crothers, Barry Nelson - USA 1980 - Vers. orig. sott. ITA).

 

Tratto dal romanzo di Stephen King: sotto l'influenza malefica dell'Overlook Hotel sulle Montagne Rocciose dove s'è installato come guardiano d'inverno con moglie e figlio, Jack Torrence sprofonda in una progressiva schizofrenica follia che lo spinge a minacciare di morte i suoi cari.

Più che un film dell'orrore e del terrore, è un thriller fantastico di parapsicologia che precisa, dopo 2001: odissea nello spazio e Arancia meccanica, la filosofia di S. Kubrick.

L'aneddotica di S. King diventa fiaba e rilettura di un mito, di molti miti, da quello di Saturno a quello di Teseo e del Minotauro, per non parlare del tema dell'Edipo.

Il prodigioso brio tecnico-espressivo è al servizio di un discorso sul mondo, sulla società e sulla storia. Totalmente pessimista, Kubrick nega e fugge la storia, ma affronta l'utopia riaffermando che le radici del male sono nell'uomo, animale sociale, ma non negando, anzi esaltando, la possibilità di una riconciliazione futura, attraverso il bambino e il suo shining (luccicanza) e quella di una nuova e diversa concordia. (Il Morandini)

 

Sabato 5 aprile – ore 21.00 proiezione di Room 237, un film di Rodney Ascher (USA 2012 - vers. orig. sott. ITA).

 

A oltre trent'anni dalla sua uscita, Shining, film cult di Stanley Kubrick, mantiene inalterata la sua aura di capolavoro della storia del cinema. E, come tutti i capolavori degni di questo nome, continua a essere oggetto di citazioni, analisi, discussioni e autentici fenomeni di venerazione.

Il documentario diretto da Rodney Ascher si spinge oltre, componendo un omaggio sui generis, che ha il pregio di accompagnare la dichiarazione d'amore all'ironia e alla leggerezza di chi non vuole prendersi troppo sul serio e si diverte a giocare con il mito.

L'obiettivo programmatico è svelare tutti i segreti del film, racchiusi simbolicamente da Kubrick nella stanza proibita dell'hotel in cui è ambientata la sua storia dell'orrore, la camera 237 che dà il titolo al documentario.

Così come Danny, il bambino protagonista di Shining, apre la porta dei misteri, scatenando la follia omicida del padre, il regista di Room 237 apre le danze delle teorie interpretative, dirigendo un valzer, a tratti folle e strampalato, che non ha il rigore della filologia né la profondità dell'analisi critica, ma che non manca di appassionare e creare divertenti suggestioni.

Proprio come il terribile protagonista incarnato da Jack Nicholson tenta di uscire dal labirinto di siepi in cui si è perso, Ascher cerca di trovare il bandolo della matassa di un film costellato di indizi impercettibili, messaggi subliminali, simbologie ed errori di sceneggiatura che non possono che essere voluti.

Il regista sovrappone le interviste in fuori campo a studiosi, giornalisti e fan - tutti accomunati dall'ossessione per i misteri di Shining - alle sequenze del film, replicate, smontate, rallentate e viste al contrario, in quella che si presenta come l'autentica vivisezione di un capolavoro.

 

Il regista ha raccontato in proposito:

 

Da ragazzino sono scappato da un cinema che proiettava Shining dopo appena venti minuti, e da allora sono ossessionato dal film. Nonostante l’abbia visto tante volte, e sia diventato uno dei miei preferiti, continua a esercitare su di me un senso di ambiguità e di mistero. Qualche anno fa il mio amico Tim Kirk  mi mandò un articolo che dava del film un’interpretazione incredibilmente drammatica, coinvolgendo lo Zodiaco e la Guerra Fredda … era l’inizio del documentario che avremmo girato. Abbiamo passato i mesi successivi ad analizzare le teorie formulate su Shining, che coprono argomenti disparati come i nativi americani, Marshall McLuhan, il genocidio, la numerologia, le fiabe, la seconda guerra mondiale. Altri film, nella storia del cinema, sono stati visti come allegorie (da L’invasione degli ultracorpi a Godzilla), ma nessuno aveva mai generato il tipo di “indagine appassionata” scatenato da Shining: avevo trovato il mio soggetto!

 

 

Questi sono i film che devono essere fatti,

questi sono i film che bisogna vedere.

The Huffington Post

 

 

 

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DISCLAIMER: Questo articolo è stato emesso da Comune di Amelia ed è stato inizialmente pubblicato su www.comune.amelia.tr.it. L'emittente è il solo responsabile delle informazioni in esso contenute.

[Fonte: Umbria OnLine]

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