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Giovedì 25 Luglio 2024

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Umbria: Vinti, impegno per modifica legge edilizia residenziale... (2)

Perugia (PG) - Il Decreto definisce l'edilizia pubblica come "servizio di interesse generale', finalizzato a soddisfare il diritto all'abitazione delle categorie sociali che non sono in grado di accedere alla locazione di alloggi nel libero mercato. Gli operatori del settore (pubblici e privati) sono erogatori del servizio di edilizia residenziale sociale, ai quali spetta una compensazione, costituita, tra l'altro, dal canone di locazione. Infine, l'alloggio sociale, in quanto servizio di interesse economico generale, deve costituire standard urbanistico aggiuntivo da assicurare mediante cessione gratuita di aree o di alloggi, sulla base e con le modalita' stabilite dalle normative regionali. "Non si puo' prescindere dall'introdurre nella legge tale definizione, che, peraltro, potra' influenzare anche le modalita' di determinazione del canone di locazione, in quanto impone la necessita' di garantire risorse adeguate a sostenere l'onere di gestione del servizio - ha detto Vinti - Inoltre, recentemente la Corte Costituzionale, con la sentenza n. 40 del 9.2.2011, ha dichiarato l'illegittimita' costituzionale dell'art. 4 della legge Regione Friuli-Venezia Giulia 31.3.2006 n. 6 il quale consentiva l'accesso al sistema integrato di interventi e servizi sociali della Regione soltanto ai cittadini comunitari residenti da almeno 36 mesi. La Corte ha ritenuto fondata la questione di legittimita' costituzionale concernente la violazione dell'art. 3 della Costituzione, rilevando che la disposizione non risulta rispettosa del principio di uguaglianza ed introduce nel tessuto normativo elementi di distinzione arbitrari, discriminando tra i possibili fruitori delle provvidenze sociali fornite dalla Regione i cittadini extracomunitari in quanto tali, nonche' i cittadini europei non residenti da trentasei mesi". Per l'assessore "la decisione della Corte deve, quindi, essere rispettata nel determinare i requisiti di accesso agli alloggi pubblici, prevedendo parametri univoci per i cittadini italiani, europei e stranieri. Alla luce di quanto evidenziato sebbene sia possibile esprimere un giudizio sostanzialmente positivo dell'attivita' realizzata dall'entrata in vigore della legge regionale 23/2003 si e' riscontrata, anche a seguito dell'esperienza maturata presso i Comuni umbri, la necessita' di attivare un processo condiviso che consenta di modificare le disposizioni vigenti per far fronte alle mutate esigenze". pg/rus/bra

[Fonte: Umbria OnLine]

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