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Venerdì 19 Luglio 2024

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Perugia: le spoglie di san Luigi Guanella nella chiesa dell’Ospedale “Santa Maria della Misericordia”

Perugia (PG) -

            Malati e loro familiari, operatori sanitari, volontari Caritas, Croce Rossa, Misericordia, Unitalsi, giovani ed anziani, dal tardo pomeriggio di martedì 21 a poco dopo le ore 8 del 22 aprile, si sono raccolti in preghiera dinanzi all’urna con le spoglie di san Luigi Guanella collocata davanti all’altare della chiesa dell’Ospedale “Santa Maria della Misericordia” in Perugia. L’urna è giunta nel capoluogo umbro il 20 aprile, presso l’“Opera Don Guanella - Centro Sereni”, in occasione dell’anno del centenario della morte del Santo “Servo della Carità”, che dallo scorso 16 aprile al prossimo 1 giugno percorrerà gran parte della Penisola. Dopo Perugia ha raggiunto, sempre nella giornata del 22 aprile, il Santuario di Loreto accompagnata da una rappresentanza dei Cooperatori Guanelliani perugini. Questi, insieme ai Servi della Carità, i religiosi della Congregazione di san Luigi Guanella, hanno voluto fortemente la “sosta” del loro Santo fondatore nell’Ospedale “Santa Maria della Misericordia”, dove si è tenuta la veglia di preghiera con alcune significative testimonianze di giovani affascinati dal carisma di questo Santo della Carità, coinvolgendo nell’iniziativa l’Ufficio diocesano per la pastorale della sanità e diverse associazione di volontariato.

            A guidare la veglia, che ha visto la partecipazione di 200 fedeli, è stato il vescovo ausiliare mons. Paolo Giulietti. «E’ molto significativo che le reliquie di san Luigi Guanella – ha commentato il presule – siano arrivate in questo luogo di cura ad un anno dalla Visita pastorale del cardinale Gualtiero Bassetti, la quale ha evidenziato, accanto alla qualità del servizio sanitario e all’impegno di tanti operatori professionali e volontari, il crescente bisogno di un orizzonte di senso di fronte alla realtà drammatica della sofferenza e della morte. La fede di Don Guanella, il suo abbandono alla Provvidenza, la capacità di stare vicino a chi soffre, sono dono prezioso per i malati, per i familiari e per quanti si prendono cura di loro».

            Il dott. Stefano Cusco, direttore dell’Ufficio diocesano per la pastorale della sanità, ha ricordato che «san Luigi Guanella è stato un santo che si è speso nella carità agli ultimi. Riuscire a portare le sue reliquie nel luogo di cura e sofferenza più importante della nostra regione, chiamando giovani e malati ad una veglia di preghiera, significa per la Chiesa locale farsi particolarmente vicino al mondo del dolore, portare un po’ di sollievo e speranza ai tanti malati anche gravi curati in questo luogo, ai loro familiari e agli operatori. Per loro è stata occasione di fare per tutta la notte una sosta in preghiera di fronte alle reliquie di un Santo, che nella vita si è fatto sempre carico dei sofferenti».

 

Le testimonianze durante la veglia di preghiera.

Ad animare e a rendere più coinvolgente e toccante la veglia di preghiera sono state alcune testimonianze di vita e di fede, come quella di Elena, poco più che trentenne ed in carrozzina fin dalla nascita, a causa di una grave sofferenza celebrale verificatasi durante il parto, con una incoordinazione nei movimenti ed un’importante disartria nella comunicazione. Ha raccontato la sua storia e quella della sua famiglia credente e praticante, che l’ha educata ai valori cristiani e ad andare in chiesa la domenica. «Nel periodo adolescenziale, però, cominciarono le “crisi” – ha detto Elena –, perché non accettavo la mia condizione che era molto diversa da quella dei miei coetanei. Per questo ero tanto arrabbiata con Dio, in quanto ritenevo lui responsabile della mia situazione. All’età di venti anni i miei genitori mi hanno portato all’Istituto Serafico per un ciclo di terapie ambulatoriali, incontrando numerosi ragazzi con disabilità molto più grave della mia. Nei loro volti ho visto un Gesù totalmente diverso da come me lo immaginavo prima. Ho capito che il Signore è più vicino a chi soffre che agli altri. Poi andai a Lourdes, anche se in me era ancora forte la rabbia con Dio. E’ stata un’esperienza umana e spirituale fortissima, che mi ha fatto comprendere che la Vergine Maria della Grotta di Lourdes mi sarebbe stata sempre vicino. Le crisi sono continuate anche molto forti, però è cambiato il mio rapporto con Dio, in quanto non lo considero più responsabile della mie sofferenze. Da tre anni, su invito di una mia amica, ho intrapreso un cammino di fede con il Rinnovamento nello Spirito, che mi ha aiutato di più a conoscere e ad avvicinarmi a Gesù anche se con molta fatica. Le prove non sono finite, anzi, ce ne saranno sempre tante, ma sono sicura che il Signore mi vorrà donare la vera gioia e la vera pace».

Altre testimonianze sono giunte da Irma e Rosanna, del Movimento Giovanile Guanelliano (M2G). Quest’ultima ha presentato le finalità del Movimento: «seguire gli insegnamenti di Don Guanella vivendo principalmente la carità nella vita di noi giovani: in famiglia, a scuola, nel volontariato con emarginati e disabili». Irma ha raccontato la sua esperienza guanelliana iniziata 11 anni fa, in un campo-scuola a Fraciscio, il paese natale di san Luigi Guanella, nel periodo del post-cresima. Esperienza che si è intensificata una volta entrata nell’equipe dei coordinatori del M2G. «Oggi le persone non si guardano negli occhi – ha detto Irma –, perché viviamo in un’epoca di sconvolgente individualismo. Lo stile di Don Guanella porta a farci prossimi con gli altri e ad essere fratelli. E poi, credere nella Provvidenza ci aiuta a dare un senso ai momenti difficili e a sperare che essi si risolvano in qualcosa di positivo nella nostra vita».

Infine, la testimonianza di Michel, che da educatore-operatore è diventato cooperatore guanelliano trasformando la sua professione di servizio ai disabili in uno stile di vita. Come? «Operando al “Centro Sereni” – ha sottolineato Michel – mi sono accorto che si può lavorare con i disabili unendo metodi scientifici al cuore. Diceva Don Guanella: “l’educazione è soprattutto opera di cuore”. Il mio diventare cooperatore è iniziato nel leggere tutti i giorni questa frase scritta all’interno del “Don Guanella” di Perugia. Nel percorrere la strada della formazione di cooperatore, che dura almeno tre anni di incontri mensili nei quali si approfondisce la conoscenza di Dio attraverso le opere di san Luigi Guanella, ho scoperto che non era l’unica frase del Santo che si avvicinava al mio modo di rapportarmi con la sofferenza degli altri. Il mio cuore si è aperto all’intero pensiero di educatore che era Don Guanella, che disse anche: “ciò che non otterrò con le buone, tanto meno l’otterrò con le cattive”».

DISCLAIMER: Questo articolo è stato emesso da Arcidiocesi Perugia-Città della Pieve ed è stato inizialmente pubblicato su diocesi.perugia.it. L'emittente è il solo responsabile delle informazioni in esso contenute.

[Fonte: Umbria OnLine]

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