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Sabato 04 Luglio 2020

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MODIFICA REGOLAMENTO CACCIA AL CINGHIALE, COLDIRETTI UMBRIA: IMPRESE AGRICOLE “SOTTO ASSEDIO”

Perugia (PG) - La Proposta di modifica del Regolamento regionale n. 34/1999, deve rappresentare soprattutto l’occasione per riflettere sulla gravità dei danni arrecati agli allevamenti e alle colture delle imprese agricole umbre sempre “sotto assedio”, dal proliferare della specie cinghiale. È quanto denunciato da Coldiretti Umbria nel corso della recente audizione pubblica in Terza commissione consiliare, sulla proposta di modifiche al regolamento per la caccia al cinghiale, dove ha presentato propri emendamenti finalizzati a rafforzare l’efficacia dello svolgimento del prelievo venatorio per un più incisivo controllo della specie in questione. La materia dei danni da fauna selvatica - ha affermato Coldiretti - è strettamente correlata al tema del prelievo venatorio della specie cinghiale oggetto della proposta in esame, che si prefigge di superare la straordinarietà e l’occasionalità degli interventi di contenimento, andando verso un controllo organico e costante della popolazione della specie cinghiale. Una massiccia attività di prevenzione in grado di limitare al minimo i danni, e di conseguenza gli esborsi risarcitori della P.A. per gli indennizzi - ha ribadito Coldiretti -richiede comunque urgentemente una modifica di tutta la vigente normativa regionale in materia nel suo complesso, materia che tra l’altro alcuni mesi fa è stata interessata anche dalla pubblicazione degli orientamenti dell’Unione Europea per gli aiuti di Stato nei settori agricoli e forestali e nelle zone rurali 2014-2020. Tenuto conto dell’esasperazione delle imprese agricole per gli ingenti danni economici, commerciali e morali che esse devono subire ogni anno a causa di una mala gestione territoriale della specie, per Coldiretti la proposta di modifica del Regolamento regionale n. 34 del 1999 deve quindi rappresentare solo il primo passo di un percorso legislativo ben più ampio che rientri tra i temi prioritari e urgenti della prossima Giunta. Tra l’altro, anche in una logica di maggior confronto con il mondo venatorio, Coldiretti ha già presentato un Manifesto contenente 10 proposte che puntano anche all’individuazione di opportune misure di prevenzione affinché il fenomeno danni venga contenuto “alle origini”. L’auspicio attuale  - sottolinea Coldiretti - è che la modifica del Regolamento regionale sia anche il frutto di una fattiva collaborazione tra il mondo agricolo, ambientalista e venatorio, atteso che agricoltura, tutela ambientale e pratiche venatorie non sono in contraddizione ma, anzi, proprio una chiara e adeguata legislazione della materia ne consentirà un miglior confronto virtuoso; ferma restando la distinzione tra attività di impresa e sportivo/ricreativa. Intanto va nella giusta direzione - conclude Coldiretti - anche l’approvazione di ieri all’unanimità, da parte della Seconda commissione consiliare, della proposta di risoluzione inerente la “Riduzione del fenomeno dei danni causati dalla fauna selvatica sul territorio regionale”, che punta su interventi di prevenzione dei danni rispetto alla pratica degli indennizzi.

DISCLAIMER: Questo articolo è stato emesso da Coldiretti Umbria ed è stato inizialmente pubblicato su www.umbria.coldiretti.it. L'emittente è il solo responsabile delle informazioni in esso contenute.

[Fonte: Umbria OnLine]

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