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Giovedì 25 Luglio 2024

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Meredith: legale Guede, il 27 Rudy ribadira' quanto ha gia' detto

Perugia (PG) - "Rudy non potra' fare altro che quello gia' fatto davanti al pubblico ministero. Lui su questa circostanza e' stato sentito dai PM e ha riferito come sono andate esattamente le cose, cosa che fara' anche in Corte d'Appello". E' quanto evidenziato, tra l'altro, da Walter Biscotti, il legale che, insieme al collega Nicodeno Gentile, assiste l'ivoriano condannato in via definitiva per l'omicidio della studentessa inglese Meredith Kercher e che il 27 giugno prossimo si trovera' in Aula a Perugia. La decisione maturata dalla Corte d'Assise d'Appello del capoluogo, segue la testimonianza resa sabato scorso da Mario Alessi, gia' condannato all'ergastolo per l'assassinio del piccolo Tommaso Onofri, il quale ha raccontato di avere raccolto alcune confidenze di Guede del tenore "la verita' sull'omicidio di Mez e' diversa da quella che si dice in TV" e soprattutto che l'autore materiale del delitto sarebbe un suo amico. La deposizione del cestista ivoriano sara' dunque la controprova di quanto affermato da Alessi, sebbene tale versione, come di fatto ribadito dal legale di Rudy, e' stata gia' smentita dal ragazzo. Quella riportata da Alessi non e' tuttavia la sola verita'. Nell'udienza svoltasi sabato scorso un altro detenuto-testimone, Luciano Aviello, ha parlato di un omicidio, quello di Mez, scaturito a seguito di un furto su commissione di un quadro di valore (del quale mai si e' saputo - ndr) che si trovava nella casa di via della Pergola, angolo di via sant'Antonio dove la ragazza inglese viveva, messo a segno dal fratello Antonio (ad oggi irreperibile) e da un albanese, tale Florio. In questa prospettiva la citazione a testimoniare di Rudy dovrebbe chiudere il capitolo di una storia della quale il ragazzo ha comunque fatto parte, non avendo mai negato di essersi trovato, la sera dei fatti, sulla scena del crimine.

E' anche vero che finora Guede non ha mai direttamente puntato il dito contro Amanda e Raffaele (limitandosi a ribadire di avere sentito la notte dell'omicidio una voce riconosciuta come quella di Amanda e di avere visto un ragazzo biondo con il cappello di lana calato in testa somigliante nell'aspetto a Raffaele che peraltro non conosceva uscire frettolosamente dalla casa dopo averlo ferito leggermente), ma se non vorra' rischiare una condanna per falsa testimonianza o reticenza sabato prossimo potra' essere la giusta occasione per raccontare compiutamente la sua verita'. E dovra' farlo da solo. Non avra' infatti al fianco i suoi legali, ne' potra' avvalersi della facolta' di non rispondere in quanto imputato di reato commesso, perche' il suo giudizio e' definitivo. pg/mau/rob

[Fonte: Umbria OnLine]

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