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Venerdì 01 Luglio 2022

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Umbria: Confagricoltura, 48% acqua potabile va sprecata

Perugia (PG) - Il 48% di acqua potabile, al sopra della media nazionale che e' del 47% e delle regioni del centro-nord che si attestano intorno al 35%, va sprecata in Umbria a causa di una rete idrica colabrodo. La denuncia e' di Confagricoltura Umbria che invoca, sulla base degli ultimi rilevamenti Istat, una nuova politica di gestione della risorsa idrica ed una revisione delle strategie di risparmio.

Secondo la federazione regionale poco e' stato fatto per migliorare l'efficienza degli acquedotti- colabrodo, per potenziare gli invasi, dare risorse idriche agli agricoltori e difendere il suolo. A fronte di questo quadro c'e' ancora chi, prosegue l'associazione, punta l'indice sull'agricoltura che e' si' il settore piu' "assetato", ma anche il settore piu' a rischio a medio termine per effetto dei cambiamenti climatici e di politiche agricole inadeguate. Il problema della necessita' di un uso piu' razionale dell'acqua e' particolarmente sentito dalle imprese agricole umbre, che negli ultimi anni hanno portato avanti, anche grazie al Piano di sviluppo rurale, uno sforzo di modernizzazione sperimentando l'irrigazione programmata e mirata e sostituendo i sistemi d'irrigazione tradizionali con altri come l'irrigazione a goccia. Le applicazioni dell'agricoltura di precisione sono uscite dall'ambito sperimentale e dagli istituti accademici per trovare impiego nei campi. Tutto questo a testimonianza della rilevanza che il settore primario riconosce alla risorsa idrica. Da una parte quindi c'e' l'acqua sprecata, dall'altra c'e' un settore, quello agricolo, che vede nella risorsa idrica uno dei piu' importanti fattori di competitivita'. Confagricoltura Umbria pone in evidenza come oltre il 40% della produzione agricola si avvalga dell'irrigazione, mentre il rapporto tra superficie irrigata e Sau (Superficie agricola utilizzata) e' pari al 20%. Inoltre l'80% del valore del made in Italy viene dall'irrigazione, che crea ricchezza, prodotti di qualita' e occupazione e che i 2/3 delle esportazioni di prodotti agricoli provengono da colture irrigue. Per questo Confagricoltura Umbria chiede di verificare tutti i benefici derivanti da un programma di adeguamento e ammodernamento delle reti idrica regionale e di incentivare iniziative per elevare il livello qualitativo dell'infrastruttura. Se non vogliamo insomma disperdere la risorsa acqua ed operare con efficienza occorre, conclude Confagricoltura Umbria, operare su piu' fronti: infrastrutture, opere irrigue, nuovi invasi, nonche' soluzioni tecnologiche per innovare i metodi di irrigazione e razionalizzare l'utilizzo. pg-map/mau/rl

[Fonte: Umbria OnLine]

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