
L’Associazione Frammenti in collaborazione con l’Arcidiocesi di Perugia-Città della Pieve, Isola San Lorenzo e Genesi, aderisce per la quarta volta alla Lunga Notte delle Chiese che si terrà sabato 13 giugno 2026, proponendo l’apertura straordinaria di alcune chiese del centro storico di Perugia dalle 19:30 alle 23:30. Le chiese coinvolte che saranno aperte e visitabili sono: la Basilica di San Domenico, la Chiesa di San Giuseppe dei Falegnami, la Chiesa di Sant’Agata, la Chiesa dei Santi Stefano e Valentino, la Chiesa di Santa Maria del riscatto, la Chiesa di Santa Maria Nuova e la Chiesa di Santa Maria Assunta in Monteluce.
L’iniziativa avviene al termine della quarta edizione del corso di formazioni per volontari che l’Associazione Frammenti propone tutti gli anni a chiunque desideri avvicinarsi, conoscere e contribuire a custodire il grande patrimonio storico, artistico e culturale della Diocesi di Perugia- Città della Pieve. Il percorso di formazione è realizzato grazie al progetto nazionale promosso dalla Conferenza Episcopale Italiana che ha come obiettivo la valorizzazione degli edifici di culto mediante volontari associati e realizzato con i contributi CEI 8×1000. Al termine del corso ai partecipanti viene infatti rilasciato un riconoscimento ufficiale di “volontario diocesano” affidando loro un mandato ben preciso: quello di essere custodi, frammenti vivi e testimoni del grande valore culturale, storico-artistico e soprattutto spirituale che nelle chiese cittadine è possibile respirare, contemplare e vivere. Grazie alla presenza dei volontari, l’incontro con la bellezza diviene così un’occasione preziosa per riscoprire il magnifico patrimonio della città e, al tempo stesso, per fare esperienza di ciò che la fede, nel corso della storia, ha saputo generare.
Le chiese coinvolte nell’iniziativa sono:
– Basilica di San Domenico: una delle più imponenti chiese della città, originariamente di impianto gotico venne costruita in due fasi, dal 1300 al 1458, sulla preesistente Pieve di Santo Stefano del Castellare. Ristrutturata dall’architetto Carlo Maderno nel 1632 conserva al suo interno un ricco patrimonio storico-artistico come il monumento funebre di Papa Benedetto XI, la grandiosa vetrata alta 23 metri realizzata nel 1411 da Bartolomeo di Pietro e Mariotto di Nardo, la Cappella della Madonna del Voto con l’altare realizzato da Agostino di Duccio, il coro del XIV secolo e il monumentale organo seicentesco. In occasione dell’apertura straordinaria sarà possibile visitare anche il Museo Beato Benedetto XI in cui sono esposti dei preziosi paramenti liturgici (piviale e dalmatica) appartenenti al corredo del pontefice, databili tra il XIII e il XIV secolo, particolarmente interessanti poiché assegnati a manifatture seriche cinesi del periodo della dominazione mongola.
– Chiesa di San Giuseppe dei Falegnami: documentata nel catasto della diocesi di Perugia sin dal 1107, appartenuta in precedenza all’Ordina dei cavalieri di Malta, per poi essere ceduta all’Ordine dei cavalieri del Santo Sepolcro. Agli dell’Ottocento divenne sede della Confraternita di San Giuseppe dei Falegnami. All’interno si conserva un affresco staccato con la Madonna della Misericordia della prima del Quattrocento, insieme ad un nucleo di tele del 1600.
– Chiesa di Sant’Agata: Conserva ancora l’originale aspetto architettonico trecentesco e all’interno si trovano importanti affreschi di scuola umbra del XIV secolo, tra cui la Crocifissione sulla parete di fondo, attribuita al Maestro di Paciano. Tra gli affreschi è presente una rara raffigurazione della “Trinità trifronte” con tre volti di Cristo, simile a quella dell’affresco nella facciata di San Pietro a Perugia (XIV sec.).
– Chiesa dei Santi Stefano e Valentino: Una piccola costruzione dedicata a Santo Stefano è attestata qui fin dal 1163. Nel corso del XIV secolo l’edificio venne modificato ed ampliato come dimostra l’architettura della chiesa. Al suo interno si conservano pregevoli testimonianze di affreschi del XIV e XV secolo, tra cui San Michele Arcangelo con Santa Caterina, attribuito al Maestro Ironico, pittore perugino operante nel XIV secolo.
– Chiesa della Madonna del Riscatto: conosciuta anche con il nome di Santa Maria del Colle Landone, si trova compresa tra i due palazzi Donini in Corso Vannucci, conserva al suo interno un altare del 1750 che ospita l’antica immagine della Madonna con il Bambino, fiancheggiata dai santi Pietro Nolasco e Raimondo da Penaforte. La decorazione pittorica dell’edificio venne realizzata dal pittore perugino Francesco Appiani.
– Chiesa di Santa Maria Nuova: Ricostruita quasi per intero nel 1568, prese l’appellativo di Nuova, per l’arrivo dei Padri Serviti, provenienti dalla chiesa di S. Maria dei Servi, sul Colle Landone, demolita per far posto alla Rocca Paolina. All’interno si conserva il Gonfalone di Benedetto Bonfigli (1471), il seicentesco altare della Compagnia degli “Ultramontani” ed un grandioso organo in controfacciata del 1584.
– Chiesa di San Maria Assunta in Monteluce: è il più antico insediamento delle Clarisse damianite in città che in breve tempo divenne uno dei monasteri più ricchi e potenti di Perugia. Al suo interno si conserva un prezioso tabernacolo in marmo eseguito nel 1487 dallo scultore fiorentino Francesco di Simone Ferrucci ed uno straordinario ciclo di affreschi concepito nell’ambito dell’Osservanza francescana – tra i più importanti del manierismo perugino – eseguito tra il 1602 e il 1607 in cui vi sono rappresentate le tappe della rivelazione biblica con le sue verità essenziali, trasmessi dai testimoni che in secoli ed epoche diverse si sono succeduti: Apostoli e Discepoli del Signore insieme ai Santi. L’apertura serale sarà un’occasione unica per ammirare l’antico coro delle monache che conserva affreschi di scuola umbro-senese del XIV secolo e per conoscere la storia e le trasformazioni architettoniche ed artistiche che l’edificio ha subito nel corso del Quattrocento.
La chiesa oggetto di una rinnovata attenzione da parte degli studi in occasione della recente mostra ‘L’atteso ritorno. Raffaello per Monteluce dai Musei Vaticani’ conservava al suo interno uno dei capolavori della pittura rinascimentale italiana: l’Incoronazione della Vergine commissionata dalle Clarisse di Monteluce a Raffaello Sanzio nel 1505 ed ultimata dai suoi allievi Giulio Romano e Giovan Francesco Penni nel 1525, che a seguito delle requisizioni napoleoniche lasciò Perugia nel 1797 ed oggi si trova ai Musei Vaticani. Nell’anno delle celebrazioni dedicate al VII centenario della morte di San Francesco quest’apertura serale permetterà di scoprire e di conoscere aspetti poco noti ed inediti sulla chiesa e sulle sue vicende costruttive e decorative emersi a seguito dei recenti studi.
In allegato locandina dell’iniziativa
Per informazioni:
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