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Sabato 04 Luglio 2020

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Manovra: Marini (Umbria), si ripete film gia' visto

Perugia (PG) - "Di fronte alla situazione difficile in cui si trova il Paese si ripete un film gia' visto. E che assume un carattere sempre piu' recessivo e centralistico, annullando di fatto ogni effetto della riforma federalista che pure questo Governo dice di volere". E' quanto sostiene la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, in merito alla manovra economica del Governo. "Pare di essere di fronte ad una vera e propria 'tela di Penelope' - dice -, con una maggioranza parlamentare che di giorno scrive leggi di riforma dello Stato in forma federalista, mentre di notte il ministro Tremonti, novello 'mani di forbice' taglia tutto, e con chirurgica precisione taglia soprattutto le risorse di Regioni ed autonomie locali, annullando ogni possibilita' per il sistema locale del governo del territorio di esercitare la sua costituzionale autonomia, alla faccia del federalismo". "Lo fa, oltretutto, senza nemmeno osservare un minimo di rispetto istituzionale nei confronti di Regioni e autonomie locali - prosegue - che sono un pezzo fondamentale dello Stato, e di rappresentanza democratica di questo Paese. Dei contenuti della manovra abbiamo potuto apprendere qualcosa solo dai mass media, senza aver avuto con il Governo alcun confronto di merito. Che sceglie la strada del "decreto', sottraendo cosi' il testo della manovra ad un minimo di partecipazione e condivisione". "Anche con questa manovra - sottolinea la presidente - il Governo sceglie la politica dei tagli, con effetti che saranno pesantissimi per tutte le Regioni. Ancora una volta si scarica il peso complessivo della manovra esclusivamente su Regioni, Province e Comuni, ed in settori importantissimi del nostro sistema di welfare, come sanita', asili nido, politiche sociali, trasporto pubblico locale, colpendo cosi' prima di tutto le fasce piu' deboli e svantaggiate. Gli stessi che da anni stanno pagando duramente, sulla loro pelle, il costo di politiche economiche che oltre a deprimere lo sviluppo, anziche' favorirlo, continuano a ridurre il gia' misero potere d'acquisto dei salari di lavoratori dipendenti e pensionati". pg/mpd

[Fonte: Umbria OnLine]

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