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Sabato 13 Luglio 2024

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Libia: tavola della pace, intervenire e' difficile ma si puo'

Perugia (PG) - "Non e' vero che non si puo' fare nulla. Nonostante la complessita' della situazione interna della Libia ci sono azioni che la comunita' internazionale, Onu, Europa, Lega Araba, Unione Africana, puo' intraprendere". E' il pensiero di Flavio Lotti coordinatore nazionale della Tavola della pace, che in una nota, in merito alla "spinosa questione dell'intervento internazionale" enumera "agire con determinazione per raggiungere un cessate il fuoco immediato, fermare l'escalation della violenza e impedire un nuovo massacro; inviare immediatamente in Libia gli osservatori internazionali dell'Onu; soccorrere le popolazioni bisognose di assistenza umanitaria; monitorare l'assoluto rispetto da parte degli stati dell'embargo sulle armi deciso con la Risoluzione 1970 (2011) del Consiglio di Sicurezza dell'Onu". Lotti ribadisce che a fronte della "violenza che il regime di Gheddafi sta usando e minaccia di usare per reprimere la rivolta iniziata il 15 febbraio scorso per alcuni la soluzione e' una sola, come in ogni altra crisi, l'intervento militare. E' la sola cosa che riescono a concepire, specialmente quando c'e' di mezzo, come in questo caso, il petrolio".

Consapevole che "la comunita' internazionale non dispone di veri e propri strumenti di intervento. E' una triste, amara e sconfortante realta"', Lotti insiste "per intervenire l'Onu dovrebbe poter disporre di adeguati strumenti e risorse. Ma i governi degli stati membri non hanno mai consentito all'Onu di adempiere al proprio mandato e di organizzarsi di conseguenza". Tuttavia, per Lotti "il mondo ha bisogno di un sistema organizzato per gestire le crisi internazionali e prevenire guerre e genocidi. Servono un sistema di pre-allarme, di identificazione e monitoraggio dei conflitti piu' pericolosi prima che possano scoppiare; uno strumento di mediazione tra le parti; una forza di polizia internazionale, una forza militare e civile dell'Onu, istituita in modo permanente sulla base della Carta delle Nazioni Unite, pronta ad intervenire quando si deve impedire o fermare lo scoppio della violenza; i corpi civili di pace; il Tribunale Penale Internazionale, uno strumento per processare ogni persona accusata di genocidio o di crimini di guerra. E' indispensabile inoltre che l'UE - conclude - sappia parlare con una sola voce sulle questioni di politica internazionale e che s'impegni a costruire una Comunita' del Mediterraneo in grado di sostenere pacificamente il processo di transizione alla democrazia e di sviluppo umano dei paesi del nord Africa e del Medio Oriente". pg-mpd/cam/rl

[Fonte: Umbria OnLine]

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