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Sabato 04 Luglio 2020

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Il Parco fluviale del Tevere , a Perugia, ora è una realtà

Perugia (PG) - (agus) Il Tevere ed i corsi d’acqua ad esso afferenti rappresentano il principale elemento naturalistico che caratterizza, con gli ecosistemi connessi, il territorio perugino, non solo in ragione della funzione storica di risorsa economico-sociale, ma soprattutto quale forte segno naturale all’interno del paesaggio rurale ed urbano. Lungo le sue sponde, ove ancora è presente un prezioso patrimonio vegetale e faunistico, si è sviluppata la vocazione agricola, produttiva e turistica della nostra Regione. Partendo da una approfondita analisi delle criticità e delle opportunità, il Comune di Perugia ha identificato la tutela e la valorizzazione del contesto fluviale tra gli obiettivi prioritari della propria azione di pianificazione territoriale. La riqualificazione di tale ambito ed un corretto uso del territorio, associati ad una efficace tutela del paesaggio e dei sistemi agricoli ivi presenti, rappresentano le azioni strategiche che connotano fortemente le scelte del Piano Regolatore Generale. Il progetto di Parco Fluviale elaborato dall’Amministrazione Comunale è una articolata proposta operativa, sinergica al “Progetto Tevere” previsto dal Disegno Strategico Territoriale (DST) della Regione Umbria, ed è finalizzata ad eliminare le criticità individuate e dare corpo alle enormi potenzialità esistenti, utilizzando efficacemente le risorse finanziarie a ciò destinate dalla programmazione regionale, nazionale e comunitaria. Dopo le catastrofiche esondazioni del 2005 che avevano trasformato il percorso lungo il Tevere in un paesaggio devastato caratterizzato da frane, interruzioni, alberi caduti, il parco fluviale del Tevere a Perugia poteva apparire solo un sogno. L’immagine che traspariva era quella di un paesaggio lunare. La riprogettazione e la ricostruzione del parco è stato per tutti noi dopo i primi momenti di naturale sconforto, uno degli obbiettivi prioritari degli impegni amministrativi di questi anni. Con l’inaugurazione del percorso del 14 maggio scorso nel tratto Ponte Pattoli – Villa Pitignano, si completa uno sforzo straordinario che parte dalla risistemazione dei tratti danneggiati Ponte San Giovanni, Ponte Valleceppi ,Villa Pitignano e nella realizzazione di nuovi percorsi e che ci consente di riconsegnare alla città ed alla regione uno straordinario patrimonio naturalistico, identitario, storico che i perugini amano e ora vivono quotidianamente. Ora, il percorso fluviale si svolge per una lunghezza complessiva di 18 km, ad uso esclusivamente ciclo-pedonale, e collega Ponte San Giovanni a Ponte Pattoli. Sempre nell’area nord siamo pronti ad un prolungamento, per circa 11.700 metri, che raggiungerà l’estremo lembo settentrionale del territorio Comunale in località La Cinella – S.Orfeto e che porterà il percorso alla lunghezza di circa 30 Km. Tale sentieristica ci consentirà di creare un grande sistema naturalistico che unisce il Tevere al Monte Tezio, attraverso i sentieri che mettono in connessione la Valle del Tevere con l’area del Tezio, per uno sviluppo complessivo superiore agli 80 km, lungo i quali sono presenti elementi di pregio storico architettonico, quali Villa del Cardinale, Castello di Antognolla, Villa Benicelli, Abbazia di Montemalbe e Le Torri ed i molini lungo il Tevere. Per raggiungere tale straordinario obbiettivo è stato però necessario realizzare alcuni interventi quali: − il recupero di numerose aree che in passato erano state interessate da attività estrattiva, destinate nuovamente all’agricoltura o ad oasi naturalistica (vedi Ansa degli Ornari); − il recupero di alcune traverse fluviali, che storicamente caratterizzavano la morfologia del Tevere (chiusa di Villa Pitignano, diga di Ponte San Giovanni), e che vengono oggi utilizzate per la produzione di energia idroelettrica; − l’esclusione di ogni trasformazione nella destinazione d’uso all’interno delle aree esondabili, vincolate dal Piano di Assetto idrogeologico; − le numerose iniziative finalizzate al recupero della memoria storica del fiume e degli abitati rivieraschi, con il sostegno ai progetti di ecomuseo del fiume e del Centro Naturalistico Regionale. Ora che il Parco Fluviale è una realtà tra le azioni da sviluppare prioritariamente vi è la riqualificazione dell’immagine della valle fluviale, in modo da preservare e consolidare gli elementi ancora identificabili con il “paesaggio del fiume”. Ciò significa agire per la salvaguardia delle fasce ripariali, dei crinali, delle aree boscate e delle coltivazioni tipiche, che ancora si identificano lungo il versante collinare. Ma è soprattutto attraverso la proposizione di strumenti di progettazione integrata, peraltro già sperimentati nell’ambito dei programmi regionali relativi alla filiera “turismo-ambiente-cultura”, che possono essere conseguiti i risultati più interessanti. Tra gli interventi che potranno favorire il concretizzarsi della strategia di sviluppo proposta possiamo individuare:  valorizzare le risorse locali minori, sia in termini di recupero e qualificazione del patrimonio rurale (paesaggistico–ambientale, culturale e delle sue tradizioni) che di sviluppo delle potenzialità produttive;  promuovere e favorire l’intreccio tra economia locale ( agroalimentare, artigianale, ricettiva ) e promozione turistica;  promuovere e creare servizi a carattere culturale, ricreativo, educativo e sportivo funzionali al miglioramento della qualità della vita della popolazione locale e dei visitatori;  contribuire alla diversificazione delle attività economiche locali, ampliando l'offerta di servizi e di prodotti tipici, anch'essi elementi di un maggiore richiamo turistico; Tali iniziative insieme agli straordinari interventi già realizzati ci consentiranno sempre più di “vivere” il Tevere, risorsa identitaria della città, ma anche patrimonio intorno al quale definire un modello di sviluppo armonico e sostenibile.

[Fonte: Umbria OnLine]

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