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Giovedì 21 Novembre 2019

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Fiera dei Morti dal 1 al 5 Novembre 2019 a Perugia

Perugia (PG) -

La storica e tradizionale Fiera-Mercato della festa dei Morti che si svolge i primi di Novembre.

Come ogni anno, grandi e piccini, tutti pronti per fare golosa indigestione dei famosi “stinchetti” e “fave dei morti”: considerata già “consuetudinaria” nel 1260, torna fedele, per la gioia di Perugia, la Fiera dei Morti 2019.
Saranno circa 600 le bancarelle di questa edizione in programma dal 1º al 5 Novembre.

L’area del grande piazzale Umbria Jazz di Pian di Massiano vedrà la presenza della maggior parte degli espositori e dei frequentatissimi “baracconi” del luna-park, mentre un'altra parte dei banchi troverà posto nei luoghi più caratteristici e frequentati di Piazza del Bacio e del centro storico perugino, dove in antichità si svolgeva la Fiera di Ognissanti.

Oltre alle città gemellate con Perugia, ospiti abituali e graditissimi della manifestazione da qualche anno, saranno in vendita prodotti caratteristici di altre Nazioni e prodotti tipici provenienti da altre Regioni italiane.

Storia
La “Fiera dei morti” di Perugia risale all’epoca medievale: si hanno testimonianze scritte della Fiera sin dal 1260 – definita già allora come “consuetudinaria” – e il suo nome era allora “Fiera di Ognissanti”, essendo collocata nel periodo di tale ricorrenza religiosa.

La Fiera di Perugia si inseriva in un ricco calendario di attività fieristiche e mercantili presenti in Umbria, in età medievale e rinascimentale, nonostante la regione soffrisse dell'endemica mancanza di rilevanti vie di collegamento e di sbocchi marittimi. Tali fiere avevano la funzione prevalente di mercantilizzazione dei prodotti agricoli e del bestiame: non a caso avvenivano nel periodo estivo e autunnale, sia per l’ampia disponibilità dei prodotti agricoli raccolti che per consentire alla popolazione locale il “rifornimento” prima delle difficoltà invernali.

Le fiere godevano di esenzioni particolari come la franchigia sulla merce venduta, cioè la dispensa da qualsiasi dazio o imposta, e la pace di fiera, ossia la libertà di commerciare per chiunque, anche per coloro che avevano problemi con la giustizia per cause civili. Fiera significava anche grande evento per la città che la ospitava, data anche la durata notevole di tali avvenimenti (mensile, quindicinale) che determinava un grande afflusso di persone che vi soggiornavano.

Nel periodo della Fiera di Ognissanti di Perugia si tenevano dei giochi di antica tradizione come la caccia al toro, la corsa dell’anello e la corsa del palio o della quintana. Le testimonianze sui giochi sono presenti soprattutto fino al XVI secolo, mentre col passare del tempo tali tradizioni si sono fatte più rare fino a scomparire del tutto. Documentazioni più recenti (XIX secolo) indicano la presenza di tombole in piazza e di attività circensi. Negli ultimi decenni, si è sostituito ai giochi tradizionali la presenza del luna park, i cosiddetti “baracconi”, che sono presenti in modo esteso e significativo nell’area fiera.

Solo a partire dal ‘600 la Fiera di Ognissanti verrà denominata “dei defunti”, mentre nell’800 prenderà il nome attuale di “Fiera dei morti”. Il significato di questa scelta sembra voler esprimere il desiderio di rendere compatibile il ricordo e il rituale ricongiungimento con gli antenati con l’esigenza di attenuare il sentimento di tristezza comunque presente nella memoria dell’assenza.

 

[Fonte: Umbria OnLine]

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