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Sabato 11 Luglio 2020

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Diga di Acciano nel Comune di Nocera Umbra: Perché sono stati revocati i finanziamenti per la sistemazione dell’invaso?

Nocera Umbra (PG) -   Consiglio Regionale dell'Umbria - Il capogruppo regionale dell’Udc, Sandra Monacelli, interviene sulla questione riguardante il ripristino della diga di Acciano nel Comune di Nocera Umbra e interroga la Giunta regionale per conoscere i motivi che hanno portato alla “revoca dei finanziamenti”, e al mancato rispetto di quanto stabilito dalla Regione Umbria nel 2008.

Il capogruppo regionale dell’Udc, Sandra Monacelli, in una interrogazione al presidente della Giunta Regionale chiede chiarimenti circa i motivi che hanno portato “alla revoca dei finanziamenti di quasi 3milioni 500mila euro per vari interventi tra i quali quelli riguardanti la diga di Acciano nel Comune di Nocera Umbra, alle sorgenti del fiume Topino”. Si chiedono, inoltre, notizie  circa le modalità “con le quali intende portare a compimento le opere previste e annunciate nel 2008, per la rimessa in esercizio di quell’invaso”.


Monacelli, ricostruisce la storia della infrastruttura idraulica la cui costruzione  venne prevista “intorno agli anni '50, per assicurare la sopravvivenza del fiume Topino nel periodo estivo, quando dalle sorgenti di questo fiume venne autorizzato il prelievo per alimentare l'acquedotto che serviva la città di Perugia. La diga – spiega - venne poi realizzata negli anni Settanta a seguito di campagne di stampa e per l'intervento dell'allora presidente della Giunta Regionale dell'Umbria Pietro, dopo che per anni non se ne era più parlato, malgrado il forte prelievo d’acqua oltre effettuato  oltre i limiti stabiliti”.  


L’esponente dell’Udc, ricorda poi che la portata della diga di Acciano, “realizzata senza un adeguato studio geologico e per il rischio di frana” fu dimezzata, e che a seguito del terremoto del 1997 fu consigliato lo svuotamento integrale dell’invaso, “determinando condizioni sempre più gravi per il fiume Topino”.


Monacelli prosegue  nella ricostruzione della vicenda e spiega che nel 2008 la Regione Umbria, di concerto con i Comuni di Foligno, Nocera Umbra e Valtopina, con l’ente irriguo Umbro-Toscano e gli Ato 1 e 3, si esprimeva per “la rimessa in esercizio la diga di Acciano e per lo sviluppo della rete irrigua a servizio della Valle Umbra Sud”.


 In particolare, sottolinea Monacelli che venivano previsti i seguenti interventi: abbassamento del livello dell’invaso dai circa 1.300.000 metri cubi a 850.000 m3; recupero ambientale dell’area interessata; prolungamento delle condotte irrigue provenienti dalla diga sul fiume Chiascio, attualmente realizzate fino a Cannara, che sarebbero dovute essere estese fino al territorio di Foligno (progetti già approvati e finanziati con 35 milioni di euro stanziati dal Ministero dell’agricoltura); consolidamento del versante in frana della diga sul Chiascio.


“Ad oggi – dice Monacelli – non solo non è stato  effettuato alcuno degli interventi previsti ed annunciati nel 2008, ma con Deliberazione della Giunta Regionale (1474/2010) sono stati revocati finanziamenti per 3.474.564,07 euro, destinanti ad interventi già approvati, fra cui quelli riguardanti la diga di Acciano.

L'eccessivo sfruttamento delle risorse proprie di un territorio – conclude Monacelli -, già svantaggiato su altri fronti, dovrebbe essere compensato da una valorizzazione delle stesse come contropartita, mentre ci si limita al solo utilizzo a beneficio di altri ma a scapito di quella realtà che le possiede”.

 

[Fonte: Umbria OnLine]

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